venerdì 21 luglio 2017

I tre insegnamenti dei "detrattori" di papa Francesco

Mi ero ripromesso di non scrivere più nulla, in interlocuzione con la lobby -  molto attiva sui social - dei detrattori a spada tratta di papa Francesco. Anche perché, ormai, tutte le frecce risultano sistematicamente spuntate e sul tappeto, alla fine, resta solo polvere. Molto probabilmente, fra qualche anno, quando ci sarà un minimo di distanza storica, questa sarà a malapena ricordata come una delle tante, patetiche battaglie di retroguardia che, nella lunga storia della Chiesa, hanno cercato invano di ostacolare il suo cammino.
Già ora l'attacco sistematico al papa appare frutto di una chiusura pregiudiziale. È umanamente impossibile per ogni essere umano, animato dalle migliori intenzioni, non riuscire a combinare nella propria vita nulla di buono: per questo, raccogliere e rilanciare notte e giorno solo giudizi negativi contro Francesco, senza mai dare conto di qualche frutto positivo, è un'operazione che si scredita da sola. Nel migliore dei casi una prevenzione ideologica, nel peggiore una strategia diffamatoria che ha qualcosa di diabolico. 
Basterebbe almeno riconoscere, sportivamente, l'attività caritativa diffusa che il papa promuove, senza suonare tante trombe, a favore dei poveri, recentemente descritta come "la carità nascosta di papa Francesco"
Nemmeno un cieco, d'altra parte, potrebbe negare i risultati della diplomazia vaticana, ispirata da Francesco: in un suo blog (peraltro più equilibrato che "schierato"), Iacopo Scaramuzzi ha scritto: "Jorge Mario Bergoglio, insomma, muove le cose. Non sono solo parole. E non è solo brillante politica estera, le mediazioni vaticane a Cuba e nel resto dell’America Latina, lo scontro con Donald Trump, il riavvicinamento a Cina, Iran, Russia, paese quest’ultimo dove il cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin si recherà in visita quasi certamente nel mese di agosto". 
Aggiungerei i risultati dello straordinario viaggio in Egitto, appena descritti, in modo sobrio e documentato, da Enzo Romeo, sull'ultimo numero di Dialoghi ("Francesco il tessitore: la sfida del dialogo contro il fanatismo", Dialoghi, 2/2107). 
Ancora più deplorevole e quasi rivoltante l'uso del dramma di Charlie Gard, il bimbo inglese affetto da una rara sindrome da deperimento mitocondriale: mentre Francesco - discretamente e concretamente - stava attivando l'Ospedale pediatrico "Bambino Gesù", è partito un tam tam indecente sul suo presunto "silenzio". Evidentemente qualcuno sogna un magistero papale fatto di declami e anatemi, dietro ai quali l'inerzia più totale sarebbe un corollario irrilevante.
Voglio però intervenire ancora una volta, cercando di volgere in positivo la lettura del fenomeno, dal quale si potrebbero ricavare almeno tre insegnamenti:

1) Anzitutto, l'accanimento contro papa Francesco testimonia chiaramente, a contrario, l'altezza della sua figura e la limpidezza del suo operato; in una parola, la sua autenticità evangelica. Se infatti, dopo aver fatto le "analisi del sangue" all'intera biografia di Bergoglio, fin nelle pieghe più riposte della sua vita, si continua ad andare avanti così, cioè riciclando il nulla, possiamo stare davvero tranquilli. Per la verità, molti di noi non avevano dubbi: ma ormai ce ne viene offerta una motivazione ulteriore, ad abundantiam. Se gli unici argomenti contro il papa sono un conclave illegittimo, o il fatto che egli chieda un avvicendamento alla Congregazione per la dottrina della fede in seguito alla scadenza ordinaria di un mandato, o invocando addirittura il cardinale Martini (ritenuto sempre inaffidabile e ora trasformato in una auctoritas), vuol dire che abbiamo davvero un santo papa. È stato raschiato il fondo del barile, lasciamo che i morti seppelliscano i morti.

2) In secondo luogo, gli attacchi a papa Francesco contengono in se stessi la misura della loro contraddizione e in un certo senso ci offrono un criterio per distinguere in modo inequivocabile parresia e maldicenza. Come ha scritto qualche tempo fa Andrea Grillo, quanti hanno condotto una crociata intransigente contro il moderno rischiano di diventare vittime di una "sindrome di Stoccolma", incarnando in loro proprio quelle forme di soggettivismo relativistico e di individualismo anti-istituzionale che hanno combattuto per anni! Il rispetto della suprema autorità che i cristiani riconoscono al vicario di Cristo e successore di Pietro dovrebbe suggerire altri atteggiamenti, altre parole, un'altra umiltà e, alla fine, anche il silenzio. Molti di noi, in passato, hanno avuto qualche perplessità e alcuni dubia su singole prese di posizione dei pontefici precedenti e hanno scelto la via del silenzio e della preghiera, sapendo bene l'uso strumentale che sarebbe stato fatto di alcune prese di posizione. La linea che separa il silenzio dalla chiacchiera potrebbe essere anche quella che distingue un buon cristiano da un provocatore.

3) Infine, questa marea montante di acredine fine a se stessa c'insegna che i veri problemi della Chiesa oggi sono altri: sono le grandi sfide dell'annuncio del Vangelo, delle forme della testimonanza cristiana, della santità nella ricerca di sintesi credibili - antiche e nuove - fra Parola, liturgia e carità, fra l'altezza della Rivelazione e le fragilità della storia. Oscurare e persino occultare queste sfide, trasformando la vita ecclesiale in un derby fra bergogliani e antibergogliani, stimolando la nascita di opposte tifoserie, è un'operazione spericolata e profondamente - questa volta sì - antievangelica. Chi crede che agitare qualche rassicurante parola d'ordine garantisca un'esenzione a prescindere da ogni altra forma d'impegno, c'insegna, ancora una volta a contrario, qual è il pericolo più grande oggi per un cristiano: ridurre il cristianesimo a una grande sceneggiata mediatica, frivola e mondana, di fronte alla quale basta dichiarare da che parte si sta. Anche rimanendo in pantofole, tranquillamente sprofondati nella poltrona di casa. 

5 commenti:

  1. COSA AGGIUNGERE A QUESTA ANALISI DOCUMENTATA E SOFFERTA DIFRONTE A SCHEMI ICONOGRAFICI PRECONCETTI RISCONTRABILI IN CERTI SOCIAL? MI AUGURO CHE TANTI LEGGANO QUESTO ARTICOLO COSI' ISPIRATO AL PERDONO E ALLA MISERICORDIA E PREGHINO PRO ECCLESIAM PERSEQUENTIBUS. BLASIUS

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  2. Ringraziamo per l’articolo. Val la pena di fare qualche commento.
    QUESTO PAPA sta cambiando il modo di porsi, in modo molto positivo ed evangelico. In questa impostazione, da accogliere, c’è spazio anche per l’ERRORE: più volte, in diversi modi lo stesso Papa ha detto che preferisce una Chiesa che sbaglia; e, se è umile e saggio (come credo che sia) parlava a partire da sé: anche io (Papa) preferisco sbagliare che star fermo ( non a caso chiede sempre di pregare per lui). Questa impostazione è decisiva: e ammette anche (costitutivamente) la critica. Se non si assume anche questa dimensione del papato, si vedono nemici dove non ci sono.
    Certo, è vero, non se ne può più di alcuni che sono sempre ipercritici verso il Papa; come non se ne può più, per altro, di chi è più papalino del Papa; e come (non si può far finta di non vederlo, perché sarebbe peggio della malizia) di chi (nella Chiesa e fuori dalla Chiesa) usa le parole e i gesti del Papa per fare tutt’altro, soprattutto per affermare linee pastorali, culturali e religiose che nulla hanno a che fare con il cristianesimo. Mi chiedo, però: perché tanta attenzione solo agli ipercritici del Papa (che, per altro, sono pochissimi, e hanno le armi spuntate)?
    Non sono d’accordo sulla pregiudizialità di questo attacco (definito così, con bella foto belligerante di armi): a me sembra che ci sia stata una svolta, precisamente riguardo al famoso dibattito su Amoris Laetitia; non è pregiudiziale! E, anche qui, non si può far finta di non vedere che non sono solo alcuni estremisti fanatici cattolici bigotti: ci sono intere conferenze episcopali che hanno interpretazioni diverse, divergenti, opposte; e molte che non si sono espresse perché non sanno cosa dire, e hanno paura di essere catalogate o tra i bigotti o tra i modernisti.

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  3. Anche sulla attività caritativa, mi permetto di dire qualcosa: è vero che il Papa ha dato visibilità; ma, per l’appunto, si tratta solo di visibilità; oso dire che, soprattutto in Italia, da decenni c’è una rete di caritas e servizi per poveri che è ineguagliata nel mondo.
    Anche sulla diplomazia, partendo da evidenti successi (Egitto,…) non si può far finta di non vedere evidenti insuccessi: come non vedere i Vescovi venezuelani che chiedono ben altro rispetto alla diplomazia vaticana? O il cardinale cinese (fonte Asianews, non bigottiforratzinger) che continua a sollecitare una linea diversa?
    Riguardo a Charlie, mi spiace, ma la lettura fatta è molto parziale e, per lo meno, incompleta: forse è vero che il Papa si stata muovendo con discrezione; ma questo non risulta a nessuno! Rimane il fatto che se non ci fosse stata la mobilitazione generale, il bambino sarebbe già stato ucciso; se è vivo, non è grazie al silenzio, ma grazie alla mobilitazione. E il fatto che il Papa si sia poi esposto non è forse proprio un segno di quegli errori possibili? E, anche qui, come far finta di non vedere che sulla questione di Charlie si sta combattendo (purtroppo) una battaglia bioetica rispetto alla cultura della morte e dello scarto che si è insinuata anche nel grembo e nel cuore di tanti sedicenti cristiani?
    E allora cerchiamo di volgere in positivo i limiti e le critiche di chi vede sol i limiti e le critiche.
    AUTENTICITA’ EVANGELICA: nessun dubbio, personale; è vero: forse alcuni siti e commentatori dubitano anche di questo; io no. Cerco di rileggere questa autenticità evangelica, però, anche alla luce di quel (chiamiamolo così) principio di fallibilità e di correzione. Dubbi, invece, tantissimi, sui papalini: da uno sguardo esterno, si vede come ci sia tantissima gente che è più papalina del Papa; molti di questi non si sa da dove vengono; ma altri si sa bene! Posso o non posso essere preoccupato e critico quando il Papa viene esaltato da Repubblica (centro culturale dominante anticlericale e antiumano da sempre)? O dal Corriere (espressione del potere finanziario nascosto) o dai radicali (causa diretta e indiretta di milioni di omicidi solo in Italia)? Beh, non mi sembra che se esprimo preoccupazione per questo, posso essere considerato nemico del Papa!

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  4. PARRESIA E MALDICENZA: giusto; c’è un confine; ma è così chiaro? E poi, esiste solo adesso? Non esisteva anche con GPII e con Ratzinger? Quante critiche, sarcasmi pesanti? O facciamo finta di non ricordarli? Quanti vescovi e teologi e preti e laici hanno oggettivamente contraddetto la linea pastorale e teologica degli ultimi Papi e nessuno che si è mai preoccupato di difendere i Papi? Come mai solo adesso tutta questa necessità/voglia di difendere un Papa (soprattutto, ripeto, a partire dal principio di fallibilità – correzione voluto dallo stesso Papa)? Non si ritorna forse al cuore del problema: chi e perché è più papalino del Papa? L’esempio dei DUBIA riporta al cuore della questione: è nemico del Papa chi scrive pubblicamente dei dubia? O è nemico del Papa chi, dicendo di essere fedele a Gesù, alla Chiesa e al Papa emana linee pastorali in contrasto con catechismo – tradizione e tradizioni – il Papa stesso? Perché dovrei chiedere il silenzio a chi ha scritto i dubia e non invece di tornare su posizioni ortodosse alla conferenza episcopale tedesca? Non è questo un chiaro esempio di manipolazione papalina, cioè il far credere che chi ha scritto i dubia è contro il Papa e invece la Conferenza episcopale tedesca è secondo il Papa?
    VERI PROBLEMI DELLA CHIESA: SU QUESTO PUNTO SONO ASSOLUTAMENTE D’ACCORDO; preciserei solo una cosa: A CHI SI POTREBBE/DOVREBBE RIFERIRE, QUESTO PUNTO?

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  5. Costoro stanno conducendo una battaglia meramente ideologica, il cui unico vero obiettivo è il concilio vaticano II. Una battaglia iniziata ben prima dell’avvento di papa Francesco e che oggi, mediante un sapiente uso della rete e dei media in generale, sta reclutando sotto la propria bandiera, sempre più adepti, più o meno sinceri, nelle cui mani, ogni giorno viene consegnata una pietra da scagliare contro il peccatore di turno… inutile dire quanto tutto ciò non ha nulla di evangelico. Il Signore protegga papa francesco, quanto a noi, gli siamo vicini con l’affetto e la preghiera!

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